Le stanze del cielo

paolo-ruffilli2.jpg

Le Stanze del Cielo di Paolo Ruffili 

Il tuo mistero

Ecco che ditta dentro

la voce oscura

e ti cancella il cielo,

la via e la casa

in cui hai vissuto,

il viso dei tuoi cari…

Ma c’è un abisso

tra quello che promette

e ciò che dà davvero:

una voragine che non

si può riempire,

che ti sottrae in partenza

quanto ti ha promesso.

Eppure già sapendolo

tu ti ci butti dentro

fini in fondo

e quello è il baratro

del tuo mistero.

Fuori dal mondo.

*****

una forma didascalica che non cade, che mantiene il ritmo dell’opinione-conseguenza soprattutto nelle chiuse delle poesie. una poesia civile limpida sul vile della vita. elementare eppure radicata nel faro di una cometa sapienziale. dall’umiltà della cosa al cerchio dotto del saper dire la necessità impari eppur sì forte di stare con le mani legate e la voce parlante in atto di fermare il magma per, finalmente, guardare l’abisso almeno in superficie. dalla parte dei feriti, sempre. in palio non c’è nulla se non la dignità di aver capito, la generosità del condividere un barlume. un poetare che si permette il lusso della sembianza dell’appunto per poi confidare un nucleo d’oltre, un’agnizione magistrale.

Le stanze del cieloultima modifica: 2008-11-29T13:25:00+00:00da mirea1954
Reposta per primo quest’articolo