Il mercante di utopie

Il mercante di utopie (La storia di Oscar Farinetti, l’inventore di Eataly) – Anna Sartorio – Sperling & Kupfer – pagg. 273 – euro 17,00

Questo è un libro scritto con dei sogni. Nel senso che Anna Sartorio ha usato qualcosa più simile ad una bacchetta magica che ad una penna. O ad un computer. Per i giri delle frasi, e per le parole che ci sono nelle pagine. Le parole, si sa, sono come pietre. Oppure rune dentro cui scavare e cercare un significato alternativo. Come guardarsi dentro un sogno, appunto. In un’altra dimensione. In uno specchio fatto di tradizione, colline, terra da mangiare quasi, e sogni. Oscar Farinetti non è persona normale. Nel senso che non è uomo di terra e basta. E’ uomo di nuvole, spiriti che arrivano da lontano, ed una dose enorme, ma enorme di fantasia. Accanto al fiuto terragno per gli affari c’è una zona molto profonda da cui Farinetti deve trarre le sue visioni. Nasce come elettrodomesticaro ma già con qualcosa che lo divora da dentro. Sartorio ci parla di una scimmietta che sta tutta una vita a cissare (in piemontese cissa chi ti tormenta) l’uomo, quasi fosse il suo daimon, un minuscolo spiritello capace di indirizzare Farinetti sempre verso nuovi lidi. E’ uno spirito inesausto il suo, che non si accontenta mai di dove è arrivato. Ricorre addirittura a dei binocoli ad infrarossi per cercare di bruciare la concorrenza. Ha un pallino anzi un chiodo fisso che non lo lascia respirare bene , fin dall’inizio della sua strana avventura commerciale. E’ strana la sua vicenda perché stiamo parlando dell’unico uomo imprenditore di ampio successo con una sensibilità non soltanto animale per gli affari. Il che lo renderebbe uguale a tutti gli altri. Parliamo invece di chi fa affari con la fantasia. E con gli uomini senza considerarli soltanto dei trampolini per arrivare ad un fine.

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recensione di Alberto Pezzini

Il mercante di utopieultima modifica: 2009-01-31T04:28:00+00:00da mirea1954
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