Un dolore senza fissa dimora

Adriana Libretti, Un dolore senza fissa dimora, Atì Editore, Milano, euro 15,00

Ci sono persone che mettono le cose a posto, anche senza volerlo. Nella propria vita e in quella degli altri. Senza fare grandi cose, in modo talvolta neppure percettibile in apparenza. Angela Fiori è una di queste. Lo è così tanto da trasformare un terribile e rimosso amore molesto nella struggente storia di un padre perduto e ritrovato. Riscoperto, malgrado un dolore segreto e indicibile. Un dolore nato senza fissa dimora, che però Angela riporta a casa, dove placarlo nell’abbraccio caldo di uno strappo esistenziale ricucito, di una vita pacificata.
Il sogno ricorrente di Angela è di stringere tra le mani una gabbia di uccellini. Questi giacciono riversi sul fondo, i becchi insanguinati. Per giorni e giorni si è dimenticata di fornire loro acqua e cibo. Sono morti d’inedia, a causa di Angela e lei non si dà pace. Chi commette violenza spesso non ne serba il ricordo e la stessa cosa capita a chi la subisce. Questi incubi ricorrenti scandiscono la sua vita e conducono tutti a suo padre Leonardo. Quando era piccola era partito per un lungo viaggio, questa almeno era stata la verità raccontatale da sua madre Emma. Le aveva così tenuto segreta la loro separazione. Come segreta e inconfessata era rimasta la violenza sessuale subita. Lui invece era rimasto sempre là dove avevano vissuto, a Palermo. Adesso è morto e ha lasciato ad Angela la sua eredità. Affida i suoi due bambini alla nonna e parte subito da Genova dove vive. Ha così inizio il suo viaggio al rovescio nei luoghi della sua memoria, finendo per scandagliare, in un involontario noir dell’anima, gli angoli più riposti della sua esistenza.

… recensione di Pasquale Vitagliano

Un dolore senza fissa dimoraultima modifica: 2009-02-25T17:41:03+00:00da mirea1954
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