Il filo spinato dell’attesa

Ho chiesto a Marina Pizzi di scrivermi qualcosa sulla sua poesia.
La risposta che segue ha lo spessore drammatico e insondabile della testimonianza di una voce tra le più intense della lirica italiana dei nostri giorni.

La sollecitudine del minimo

Pier Paolo Pasolini dichiarò di aver tolta dal proprio lessico la parola speranza: anch’io. Dentro a questa rinuncia di leva, sta la leva del tentativo, ancora, di una scrittura che sia e mantenga lo spiazzamento dell’orma sulla data.

Data dell’andarsene senza aver potuto né fatto né resistenza: il vuoto dolore dell’altare di sé e del mondo intero e non per superbia e vanità di cerchio. Non è piacere ammetterlo, ma l’arte in ogni forma è la preghiera dell’esule tramortito dal ciottolo alla tempia, stordito dalla lucidità di un angolo nuovo, davvero inedito, comunque tràdito.
In fase di azzeramento costante del senso, un verso e solo quello, riesce a pensare e pesare la leggerezza della malia, quella malia che prima e dopo e durante aver vissuto (sic!) ancora ti sorregge/a ad aprire il portone di casa almeno dopo la porta dell’appartamento assegnato dal potere costituito, dal denaro costituito. Sì, perché, nulla è in scelta almeno per il poeta: qui sta lo straccio e lo slancio di diventare niente, il lavacro costante e quasi inavvertito di frasi/farsi apolidi/e, lite con la perdita, ma non e mai per alcun possesso. La vestale di nebbia ha rantoli e sospiri in vena perfino di gioia, la gioia della meraviglia al/del nonostante…
Fabrizio Centofanti

Il filo spinato dell’attesaultima modifica: 2009-10-04T11:43:00+00:00da mirea1954
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12 pensieri su “Il filo spinato dell’attesa

  1. Personalmente non approviamo le parole “senza speranza” di Pasolini, noi esuli (due volte Italiani) non abbiamo mai abbandonato la speranza di veder riconosciuto il nostro Dramma anche dopo 60 anni dall’Esodo.
    Nel 2004 il Parlamento Italiano ha istituito il GIORNO DEL RICORDO e proprio oggi, 25 ottobre 2009, l’ultima città dell’elenco sotto riportato, “Zoagli (Genova) ” si è ricordata delle Vittime delle Foibe, inaugurando nella Sua Toponomastica la “Scalinata Martiri delle Foibe”.
    Un ringraziamento per l’attenzione
    andrea e diletta
    figli di esuli istriani a nome di tutti gli Esuli del mondo

    Elenco delle città d’Italia che hanno ricordato i Martiri delle Foibe e la Tragedia dell’Esodo nella loro Toponomastica.

    ACQUI TERME (Alessandria) Piazza Martiri delle Foibe
    ALBIGNASEGO (Padova) Viale Martiri delle Foibe
    ALESSANDRIA Via Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati
    ALGHERO – Fertilia (Sassari) Via Martiri dlele Foibe
    ALLERONA (Terni) Largo Martiri delle Foibe
    ALTAMURA (Bari) Via Caduti delle Foibe
    . ALTAVILLA VICENTINA (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    ANCONA Scalinata Italiani di Istria Fiume e Dalmazia
    ANTRODOCO (Rieti) Giardino “Martiri delle Foibe”
    AREZZO Largo Martiri delle Foibe
    ARONA (Novara) Largo Martiri delle Foibe
    ASSISI (Perugia) Via Martiri delle Foibe
    AVEZZANO (L’Aquila) Via Martiri delle Foibe
    BARANZATE (Milano) Giardino Martiri delle Foibe
    BARI Via Martiri delle Foibe
    BASSANO DEL GRAPPA (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    BAUCINA (Palermo) Via Martiri delle Foibe
    BELLUNO Piazzale Vittime delle Foibe
    BIASSONO (Monza-Brianza) Via Martiri delle Foibe
    BOLOGNA Rotonda Martiri delle Foibe
    BOLOGNA Giardino Martiri dell’Istria, Venezia Giulia e Dalmazia,
    BORGO SAN DALMAZZO (Cuneo) Piazza Vittime delle Foibe
    BRA (Cuneo) Piazza Martiri delle Foibe
    BRESCIA Via Foiba di Basovizza
    BRESCIA Via Vittime di Istria, Fiume e Zara
    BRONI (Pavia) Via Martiri delle Foibe
    BUDRIO (Bologna) Via Martiri dell Foibe
    BUSSOLENGO (Verona) Viale Martiri delle Foibe
    CAGLIARI Parco del Martiri delle Foibe
    CALCINAIA (Pisa) Via Vittime delle Foibe
    CALOLZIOCORTE (Lecco) Parco Martiri delle Foibe
    CAMAIORE (Lucca) Via Martiri delle Foibe
    CAMOGLI (Genova) Scalinata Martiri delle Foibe
    CARAPELLE (Foggia) Via Martiri delle Foibe
    CARDITO (Napoli) Via Martiri delle Foibe
    CASALE MONFERRATO (Alessandria) Via Vittime delle Foibe
    CASERTA Via Martiri delle Foibe
    CASTEL BOLOGNESE (Ravenna) Parco Martiri delle Foibe Istriane
    CASTEL MAGGIORE (Bologna) Rotonda Martiri delle Foibe
    CASTELNUOVO DEL GARDA (Verona) Via Martiri delle Foibe
    CASTIGLIONE DELLE STIVIERE (Mantova) Via Martiri delle Foibe
    CEGLIE MESSAPICA (Brindisi) Via Martiri delle Foibe
    CERVETERI (Roma) Via Martiri delle Foibe
    CERVIA (Ravenna) Parco Martiri delle Foibe
    CHIVASSO (Torino) Via Martiri d’Istria e Dalmazia
    CITTA’ DI CASTELLO (Perugia) Via Martiri delle Foibe
    CIVIDALE DEL FRIULI (Udine) Piazza Vittime Giuliano-Dalmate
    CIVITANOVA MARCHE (Macerata) Via Martiri delle Foibe
    CIVITAVECCHIA (Roma) Parco Martiri delle Foibe – Parco dell’Uliveto
    COMO Piazza Martiri Foibe Istriane
    COMO – Albate Giardini Martiri italiani delle Foibe istriane
    CONEGLIANO (Treviso) Via Martiri delle Foibe
    COPERTINO (Lecce) Via Martiri delle Foibe
    CORTEMAGGIORE (Piacenza) Via Martiri delle Foibe
    CRESCENTINO (Vercelli) Via Martiri delle Foibe
    DANTA DI CADORE (Belluno) Via Vittime delle Foibe
    DESENZANO DEL GARDA (Brescia) Via Martiri Italiani delle Foibe
    DOMODOSSOLA (Verbanio-Cusio-Ossola) Piazzale Vittime delle Foibe Istriane
    DUE CARRARE (Padova) Piazza Norma Cossetto e Martiri delle foibe”.
    FABRIANO (Ancona) Via dei Martiri delle Foibe Istriane
    FERMO Via Vittime delle Foibe
    FIRENZE Largo Martiri delle Foibe
    FOGGIA Piazza dei Martiri Triestini
    FOLIGNO (Perugia) Piazzale Martiri delle Foibe
    FONDI (Latina) Piazza Martiri delle Foibe
    FONTANIVA (Padova) Via Martiri delle Foibe
    FORLI’ (Forlì-Cesena) Via Martiri delle Foibe
    FRANCAVILLA AL MARE (Chieti) Via Martiri delle Foibe
    FROSINONE Piazza Martiri delle Foibe
    GATTINARA (Vercelli) Piazza Martiri delle Foibe
    GAVIRATE (Varese) Piazza Martiri delle Foibe.
    GENOVA Passo Vittime delle Foibe
    GHEMME (Novara) Parco Norma Cossetto
    GORIZIA Largo Martiri delle Foibe
    GORIZIA Via Norma Cossetto
    GRADO *(Gorizia) Piazza Martiri delle Foibe (passeggiata a mare)
    GRAMMICHELE (Catania) Via Martiri delle Foibe
    GROSSETO Piazza Martiri delle Foibe Istriane
    GRUGLIASCO (Torino) Giardino Vittime delle Foibe
    GRUMOLO DELLE ABBADESSE (Vicenza) Piazza Norma Cossetto
    GUIDONIA MONTECELIO (Roma) Piazza Martiri delle Foibe
    IMPERIA* Giardini Martiri delle Foibe
    JESI *(Ancona) Piazza Martiri delle Foibe
    JESI *(Ancona) Via Martiri delle Foibe
    JESOLO (Venezia) Via Martiri delle Foibe
    L’AQUILA Via Norma Cossetto
    LATINA * Piazzale Martiri delle Foibe
    LATINA * Viale Martiri di Dalmazia
    LAVAGNO-San Pietro (Verona) Via Martiri delle Foibe
    LAZZATE (Monza-Brianza) Largo Martiri delle Foibe
    LEINI’ (Torino) Via Martiri delle Foibe
    LEONESSA (Rieti) Largo dei Martiri delle Foibe Istriane
    LICATA (Agrigento) Piazzale Martiri delle Foibe
    LIMBIATE (Monza-Brianza) Piazza Martiri delle Foibe
    LISSONE (Monza-Brianza) Piazza Martiri delle Foibe
    LOANO (Savona) Via Martiri delle Foibe
    LUCCA * Via Martiri delle Foibe
    MACERATA * Via Vittime delle Foibe
    MARCELLINA (Roma) Piazza Martiri delle Foibe
    MARINO (Roma) Piazzale Caduti delle Foibe
    MARTIGNACCO (Udine) Piazzale Martiri delle Foibe
    MASSA* Parco del ricordo ai martiri delle foibe.
    MAZARA DEL VALLO (Trapani) Via Martiri delle Foibe
    MESSINA Martiri delle Foibe e degli Esuli di Istria, Fiume e Dalmazia”
    MILANO Viale città di Fiume
    MILANO * Largo Martiri delle Foibe
    MILANO * Via Martiri Triestini
    MIRANDOLA (Modena) Via Martiri delle Foibe
    MODENA * Via Martiri delle Foibe
    MODUGNO (Bari) Parco del Ricordo
    MOGLIANO VENETO (Treviso) Via Martiri delle Foibe
    MONCALIERI (Torino) Via Vittime delle Foibe
    MONTEBELLUNA (Treviso) Via Martiri Giuliani e Dalmati
    Montecassino (FR) Piazzale Martiri dele Foibe
    MONTECCHIO MAGGIORE * (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    MONTELUPONE (Macerata) Via Martiri delle Foibe
    MONTEROTONDO (Roma) Piazza Martir delle Foibe
    MONTESILVANO * (Pescara) Via Martiri delle Foibe
    MORTARA (Pavia) Via Martiri delle Foibe
    NANTO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    NEPI (Viterbo) Parco Martiri delle Foibe
    NERVIANO (Milano) Via Martiri delle Foibe
    NOVARA Piazza Vittime delle Foibe
    NOVENTA VICENTINA * (Vicenza) Via Vittime delle Foibe
    OSPITALETTO (Brescia) Via Martiri delle Foibe
    OSTRA VETERE (Ancona) Giardino Martiri delle Foibe
    PADOVA * Passaggio Martiri delle Foibe
    PADOVA * Via Nicolò e Pietro Luxardo
    PALAZZOLO SULL’OGLIO (Brescia) Piazza Martiri delle Foibe Istriane
    PASIAN DI PRATO (Udine) Via Martiri delle Foibe
    PESCHIERA DEL GARDA (Verona) Via Caduti delle Foibe
    PIETRASANTA (Lucca) Piazza Martiri delle Foibe
    PIOVE DI SACCO (Padova) Via Martiri delle Foibe
    PISA * Rotonda Martiri delle Foibe
    PISTOIA – Fornacette Via Vittime delle Foibe
    POGGIORSINI (Bari) Via Martiri delle Foibe
    PONTE SAN PIETRO (Bergamo) Piazza Martiri delle Foibe
    PONTEDERA (Pisa) Via Caduti delle Foibe
    PORDENONE * Pedonale/ciclabile Martiri delle Foibe
    PORTOFERRAIO (Livorno) Via Martiri delle Foibe
    PORTOGRUARO (Venezia) Via Vittime delle Foibe
    PORTOMAGGIORE (Ferrara) Via Martiri delle Foibe
    PRATO * Via Martiri delle Foibe
    PRIVERNO (Latina) Giardino Martiri delle Foibe
    RAPALLO (Genova) * Piazzale Martiri delle Foibe
    REGGELLO (Firenze) Via Caduti delle Foibe
    REGGIO EMILIA – Coviolo Viale Martiri delle Foibe
    RICCIONE (Rimini) Piazzale Martiri delle Foibe
    ROBECCO SUL NAVIGLIO (Milano) Via Martiri delle Foibe
    ROMA Largo Vittime delle Foibe istriane
    ROSA’ (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    ROVATO (Brescia) Via Martiri delle Foibe
    ROVERETO * (Trento) Largo Vittime delle Foibe
    SABAUDIA Largo dei Martiri delle Foibe
    SALO’ (Brescia) Galleria Martiri delle Foibe
    SALO’ (Brescia) Via Martiri delle Foibe
    SAN BONIFACIO (Verona) Piazza Martiri delle Foibe
    SAN DONA’ DI PIAVE (Calvecchia) (Venezia) Via Martiri delle Foibe
    SAN GIOVANNI ILARIONE (Verona) Via Martiri dlele foibe
    SAN GIOVANNI LUPATOTO (Verona) Parco Martiri delle Foibe
    SAN LAZZARO DI SAVENA (Bologna) Via Martiri delle Foibe
    SAN MINIATO (Ponte a Egola) (Pisa) Via Vittime delle Foibe
    SAN PIETRO DI LAVAGNO (Verona) Via Martiri delle Foibe
    SAN SEVERO (Foggia) Largo Vittime delle Foibe
    SANREMO (Imperia) Via Martiri delle Foibe
    SANTA MARINELLA (Roma) Parco Martiri delle Foibe
    SANT’ANGELO LODIGIANO (Lodi) Via Martiri delle Foibe
    SAONARA (Padova) Via Martiri giuliani e dalmati
    SASSARI Via Martiri delle Foibe
    SASSO MARCONI (Bologna) Piazza Vittime delle Foibe
    SAVIGLIANO (Cuneo) Via Martiri delle Foibe
    SCAFATI (Salerno) Via Martiri delle Foibe
    SEDICO (Belluno) Via Martiri delle Foibe
    SELCI (Rieti) Piazza Martiri delle Foibe
    SEREN DEL GRAPPA (Belluno) Via Vittime delle Foibe
    SERIATE (BG)* Via Martiri delle Foibe
    SERVIGLIANO (Ascoli Piceno) Via Martiri delle Foibe
    SETTIMO TORINESE (Torino) Via Vittime delle Foibe
    TARANTO Piazzale Martiri delle Foibe
    TEMPIO PAUSANIA * (Olbia-Tempio) Via Martiri delle Foibe Istriane
    TEOLO (Padova) Via Martiri delle Foibe
    TERAMO Via Norma Cossetto
    TERAMO Via Martiri delle Foibe
    TERMOLI (Campobasso) Largo Martiri delle Foibe
    TOLMEZZO (Udine) Largo Vittime delle Foibe ed Esuli di Istria, Fiume,
    Dalmazia ed Alto Isonzo
    TOMBOLO (Padova) Via Martiri delle Foibe
    TRENTO * Via Vittime delle Foibe
    TREVISO * Piazza Martiri delle Foibe
    TRIESTE * Largo don Francesco Bonifacio
    TRIESTE * Via Norma Cossetto
    TRIESTE * Viale Martiri delle Foibe
    TROFARELLO (Torino) Via Martiri delle Foibe
    TUGLIE (Lecce) Via Martiri delle Foibe
    URGNANO (Bergamo) Piazza Martiri delle Foibe
    VARESE * Via Istria – Martiri delle Foibe
    VASTO (Chieti) Via Martiri Istriani
    VEDELAGO (Casacorba) (Treviso) Piazza Martiri delle Foibe
    VELLETRI (Roma) Via Martiri delle Foibe
    VENEZIA – MARGHERA* (Venezia) Piazzale Martiri Giuliano-Dalmati delle Foibe
    VENTIMIGLIA (Imperia) Giardini Martiri delle Foibe
    VERCELLI * città Via Martiri delle Foibe
    VICENZA * Largo Martiri delle Foibe
    VIGEVANO (Pavia) Via Martiri delle Foibe
    VIGONZA (Padova) Via Martiri delle Foibe
    VILLAFRANCA IN LUNIGIANA (Massa-Carrara) Piazza Martiri delle Foibe
    VILLONGO (Bergamo) Via Martiri delle Foibe
    VITERBO Piazza Martiri delle Foibe Istriane
    VITTORIA – Scoglitti (Ragusa) Via Martiri delle Foibe
    VOLPIANO (Torino) Via Vittime delle Foibe
    ZOAGLI (Genova) Scalinata Martiri delle Foibe

  2. Il Piccolo di Trieste

    GIOVEDÌ, 24 DICEMBRE 2009

    Pagina 1 – Prima Pagina

    Beni abbandonati, un milione di risarcimento

    Il tribunale di Venezia dà ragione a una famiglia di esuli di Sebenico. Roma deve pagare

    ——————————————————————————–

    lDe Rossi, Manzin e Unterweger a pagina 12
    TRIESTE Poco meno di un milione di euro: è quanto lo Stato italiano dovrà versare a una famiglia originaria di Sebenico a titolo di risarcimento per i beni abbandonati nell’ex Jugoslavia al termine della Seconda guerra mondiale. La sentenza arriva, dopo una lunga battaglia giudiziaria, dal tribunale civile di Venezia, a cui si sono rivolti appartenenti ed eredi della famiglia Castriota Scanderberg. I Castriota Scanderberg possedevano palazzi e terreni in quella che ora è terra croata. L’Italia aveva già versato alla famiglia alcune somme a ristoro del danno, denaro ritenuto del tutto insufficiente a coprire il reale valore dei beni abbandonati. «Questa sentenza – dice l’avvocato – costituisce un importante precedente anche per gli altri esuli».

  3. Giustizia per la scuola

    IL MINISTRO GELMINI DEVE PRENDERE PROVVEDIMENTI NEI CONFRONTI DEL PRESIDE E
    DEI PROFESSORI DELL’ISTITUTO NAUTICO CABOTO DI GAETA CHE HANNO VIOLATO LA LIBERTA’ DI INSEGNAMENTO E DI APPRENDIMENTO, E CON ESSA LA COSTITUZIONE ITALIANA, LA LEGGE 30 MARZO 2004 E RIPETUTE CIRCOLARI MINISTERIALI.
    ECCO I FATTI:
    AFFIGGE VOLANTINI SULLE FOIBE E PRENDE UNA NOTA A SCUOLA, POLEMICHE A GAETA

    Mercoledì 11 Febbraio 2009 19:05
    Nota sul registro e convocazione dal preside per uno studente dell’Istituto Nautico «G.Caboto» di Gaeta “sorpreso” questa mattina ad affiggere dei volantini sulle foibe. A riferire l’episodio è Mauro Pecchia, responsabile del Blocco studentesco di Gaeta, che racconta: «Questa mattina un attivista del Blocco Studentesco, nonchè Rappresentante alla Consulta provinciale di Latina, è stato ripreso da alcuni professori e convocato dal Preside per aver affisso dei volantini che commemoravano le decine di migliaia di
    martiri infoibati italiani, più le centinaia di migliaia costrette ad un
    vergognoso esodo forzata, in occasione della ‘Giornata del ricordò istituita da circa quattro anni dallo Stato Italiano».
    «Il militante blocchista – prosegue Pecchia – è stato ammonito con un rapporto sul registro di classe, per poi essere minacciato di ricevere un cinque in condotta alla fine dell’anno, che significherebbe la certa non ammissione all’anno successivo. Dopo cinquant’anni di bugie, invenzioni ed intimidazioni ancora oggi continua la repressione del pensiero nei confronti di chi vuole soltanto verità. Continua l’opera di negazionismo militante
    nelle scuole e nelle università in merito alla tragedia delle foibe». «Non abbiamo intenzione di restare a guardare la prepotenza selvaggia di una determinata area politica che continua a giustificare l’eccidio comunista nei confronti di migliaia di compatrioti indifesi, nè la giustificazione che queste stesse persone continuano a dare ad una delle pagine più vergognose
    della storia del nostro Paese – conclude Pecchia – Vogliamo che il preside chieda pubblicamente scusa al nostro movimento e a tutte le vittime infoibate, e ritiri la punizione inflitta al nostro militante. È un atto di giustizia nei confronti di tutti quelli che hanno sofferto la crudeltà comunista, prima, e il silenzio della storia distorta, poi».

  4. Foibe, la memoria cancellata nei libri di scuola
    di Cristiano Gatti
    Lo dice la parola stessa: è il giorno del ricordo. Sarebbe umano e giusto ricordare anche questo: migliaia di anonimi italiani, sgraditi ai disegni di Tito, buttati nell’abisso delle grotte carsiche, chiamate foibe. Tutto in poche settimane, dal primo maggio a metà giugno 1945. Italiani dissolti nel nulla. Spariti all’anagrafe, spariti dalla storia.

    Proprio così, è sempre importante ricordare: perché le nuove generazioni sappiano, perché non ci sia più nessuno che si lasci tentare nuovamente da strane idee. Il problema sorge quando la memoria difetta a chi la memoria dovrebbe custodire e magari stimolare. Agli storici. È un problema in cui mi sono imbattuto in questi giorni, quando mio figlio di tredici anni mi ha
    chiesto qualcosa sull’argomento. Come faccio sempre, mi sono limitato a un’esposizione sommaria: cosa sono le foibe, dove sono, che cosa è successo, salvo invitarlo subito a precisare meglio sul suo libro di storia.

    Mio figlio frequenta la terza media di una scuola statale piuttosto seria. Ha libri di testo ritenuti ugualmente seri. L’altro pomeriggio mi si è ripresentato davanti con il libro di storia. Papà, mi ha detto sfogliando, qui non c’è niente delle foibe. Come, niente. Mi è sembrato impossibile. Non c’era nulla sui testi della mia epoca, trenta o quarant’anni fa, e so pure perché. Ma ormai delle foibe si è ricominciato a parlare da diversi anni,
    anche le edizioni più lente e più pigre hanno avuto tutto il tempo per colmare il vuoto. Lo confesso: ho subito dubitato di mio figlio. Non hai visto, siete troppo superficiali, non avete metodo nello studio: le solite paternali che partono in automatico dai pulpiti adulti. Lui, con garbo, mi ha passato il libro: prova tu, cerca.

    Non facciamola troppo lunga: sul libro le foibe non compaiono. Sparite nel nulla, come i cadaveri che hanno risucchiato sessant’anni fa.

    Vogliamo parlare di dimenticanza? Per favore, non scherziamo. Se di semplice distrazione si trattasse, sarebbe pure peggio. Gli autori di questo libro – prodotto da un editore come Bruno Mondadori, non da un cioccolataio qualunque – sono addirittura tre. Non voglio neanche pensare che soffrano tutti e tre di amnesie: sarebbe tremendo, anzi diciamo pure un po’ grottesco, per gente che campa sulla memoria.

    Che cosa, allora? Perché, allora? Se sulle stesse pagine è già possibile trovare le prime ricostruzioni e le prime spiegazioni dell’11 settembre, della mondializzazione e del trattato di Maastricht, non posso certamente concludere che agli autori sia mancato il tempo per aggiornare il lavoro.
    Guardando le diciture di retrocopertina, il volume risulta chiuso nel 2005.
    Cioè in un’epoca comunque segnata dal dibattito sulle foibe. I tre autori possono essere anche corti di memoria, ma non credo siano pure tutti e tre sordi.

    È persino inutile aggiungere che ulteriori ricerche su altri volumi hanno dato analoghi, avvilenti risultati. Difficilissimo trovare le foibe sui testi delle nostre scuole. Pittoresco: vorremmo che le future generazioni non dimenticassero un avvenimento che neppure trovano sui libri di storia.
    Ovviamente non è la prima volta che si discute su certe stranissime lacune, su certe omissioni sospette, su certi buchi neri dei nostri testi scolastici. Come ha scritto il vecchio Tolstoj, la storia la scrivono sempre i vincitori. Purtroppo, è risaputo: certi storici e certe case editrici temono di inserire certi argomenti nei loro libri, perché questo può comportare l’ostracismo di tanti professori che scelgono il testo. Nella scuola italiana è facile trovare libri o dispense che parlino della pena di morte negli Stati Uniti. È difficile però trovarne che parlino delle 25mila esecuzioni negli ultimi anni in Cina. Non sono amnesie: sono scelte. Di opportunismo.

    Almeno sulle foibe sarebbe però il caso di piantarla, con i pudori e le reticenze. Quale Italia andiamo a costruire, se ancora portiamo nelle nostre aule questi tabù culturali, questi pregiudizi ideologici, queste censure preventive e conformiste? La grandezza di una scuola si misura dalla sua capacità di aprirsi, di sbarazzarsi degli opportunismi e delle convenienze, di puntare ad una reale onestà intellettuale. Se cominciamo proprio lì a strumentalizzare, a occultare e a mistificare, come possiamo sperare che gli
    italiani di domani siano un po’ migliori di noi, irrimediabilmente piagati da troppe stagioni di faziosità e di ideologia? Avanti con questo metodo, che considera Stalin un po’ più amabile di Hitler, che ritiene i fumi della Cina un po’ più profumati di quelli americani, che dimentica – ops – quei tre, cinque, diecimila italiani buttati mezzi vivi nelle foibe, non usciremo
    mai dalla meschinità dei nostri orizzonti culturali. Poi non stupiamoci se un intellettuale onesto come Giampaolo Pansa dove farsi scortare dalla Polizia per presentare i suoi onestissimi libri…

    Ho detto a mio figlio: quando si ricorda, bisogna avere l’accortezza di non dimenticare nessuno. Ci sono morti per una causa giusta e morti per una causa sbagliata. Istintivamente, mi spiace sempre di più per quelli che stanno dalla parte della libertà e della giustizia. Ma nel caso delle foibe il problema non dovrebbe nemmeno porsi: quei fantasmi che aleggiano sulla nostra memoria meritano un ricordo corale. O bipartisan, come usano dire adesso. Poi ho aggiunto: spero che la tua insegnante di storia sia un po’
    meglio del tuo libro. Non serve una lezione intera: per non dimenticare, basta un minuto.

  5. STRAGE DI VERGAROLLA – 18 AGOSTO 1946

    La pulizia etnica voluta da Tito a danno degli italiani, ed ammessa senza mezzi termini dai suoi massimi luogotenenti quali Gilas e Kardelj, ebbe il momento di punta negli eccidi delle foibe, proseguiti a lungo, anche dopo la guerra, in spregio al diritto positivo, e prima ancora, a quello naturale.

    Un episodio di particolare e tragica efferatezza, che conviene proporre al ricordo di tutti, fu la strage di Vergarolla, compiuta nei pressi di Pola il 18 agosto 1946, sedici mesi dopo la fine del conflitto: in una giornata di festa, elementi dell’OZNA, la polizia politica jugoslava, fecero brillare 28 mine di profondità (contenenti esplosivo per circa dieci tonnellate) che erano state depositate sulla spiaggia, provocando un centinaio di Vittime.

    Fu un atto intimidatorio per costringere la popolazione italiana ad abbandonare Pola, con un esodo in massa che coinvolse il 92 per cento degli abitanti. Ufficialmente, la paternità della strage rimase ignota per molti anni, anche se tutti sapevano quale ne fosse la matrice, ma in tempi recenti l’apertura degli archivi inglesi di Kew Gardens (Foreign Office) ha permesso di mettere in chiaro la verità, con i nomi degli esecutori materiali.

    Vergarolla fu un atto proditorio e vile, compiuto a danno di una popolazione inerme, richiamata anche da una manifestazione sportiva, e costituita in buona misura da bambini, donne ed alcune persone anziane: le 64 Vittime identificate avevano un’età media di 26 anni. Per molti altri, fu impossibile ricomporre i poveri resti, letteralmente disintegrati dall’esplosione.

    Ecco i Nomi delle Vittime conosciute (per ciascuna, con indicazione dell’età).

    BALDUCCI Leon Bruno 25
    BERDINI Amalia 34
    BERDINI Emilio 36
    BERDINI Luciana 5
    BORRI Valeria 50
    BRANDIS Alberto 3
    BRANDIS Ferruccio 34
    BRESSAN Salvatore 27
    BRONZIN Francesca 41
    CHERPAN Paolo 24
    CONTUS Emma 50
    CROSILLA Adelina 24
    DEBONI Caterina 31
    DEMARIN Ida 27
    DE TOFFOLI Giuliana 23
    DINELLI Amalia 36
    DINELLI Norina 6
    DINELLI Olao 37
    DINELLI Otello 24
    FARAGUNA Stefania 31
    GILVE Jolanda 28
    GIURINA Nadia 11
    LUCHEZ Rosina 20
    LUSSI Maria 37
    MANCINI Giovanna 60
    MARCHI Silvana 5
    MARESI Caterina 37
    MARESI Franco 8
    MARESI Graziella 5
    MARESI Marina 3
    MARINI Liliana 23
    MARRA Camilla 30
    MARTIN Argia 42
    MARTIN Nicolò 10
    MICHELETTI Alberto 37
    MICHELETTI Carlo 9
    MICHELETTI Enzo 4
    MIHALIEVICH Ornella 32
    MINGARONI Palmira 50
    MINGARONI Riccardo 49
    MUGGIA Vitaliano 14
    NICCOLI Maria Luisa 12
    NOVAK Maria 48
    QUARANTOTTO Anita 37
    RICATO Aurelio 10
    ROCCO Gianna 5
    ROCCO Licia 8
    ROCCO Mario 36
    ROICI Gianfranco 12
    ROICI Lucio 15
    SABATTI Francesco 35
    SACCON Fulvio 3
    SACCON Riccardo 50
    SACCON Trifone 42
    SPONZA Alberto 55
    SUCCI Carlo 6
    TONIOLO Francesco 45
    VICCHI Vilma 23
    VIDULICH Giovanna 72
    VIVODA Sergio 8
    VOLCHIERI Alfredo 28
    VOLCHIERI Jolanda 34
    ZAVERSNICH Francesco 30
    ZELESCO Edmondo 6

    Dalla strage di Vergarolla, come dal genocidio programmato a danno degli italiani di Venezia Giulia e Dalmazia, sono passati oltre 60 anni: tanti, ma non troppi per coloro che piangono i propri Caduti, e per i pochi superstiti che ricordano con raccapriccio quella tragedia agghiacciante, e la perversità delle sue motivazioni.

    Qui, si vuole soltanto rammentare il clima di terrore che si diffuse a Pola, e l’indignazione del Consiglio comunale che inoltrò un’immediata e vibrante protesta al Comando Supremo Alleato del Mediterraneo ed a quelli locali, senza alcun apprezzabile seguito: la Corte d’inchiesta non pervenne, o non volle pervenire, a risultati probanti. Anzi, a breve distanza da Vergarolla giunse notizia che anche Pola, diversamente da quanto era stato ipotizzato, sarebbe stata ceduta alla Jugoslavia.

    Di qui, l’esodo compiuto entro i primi mesi del 1947 da parte di un popolo che aveva una grande colpa, quella di essere italiano; ma che nonostante il dolore seppe affermare con grande dignità e coraggio i valori etici di civiltà e giustizia, e quello di un esemplare amore patrio.

    ECCIDIO DI VERGAROLLA (18 agosto 1946)
    Motivazione decisiva dell’Esodo da Pola
    (92% dell’intera cittadinanza)

    Testimoni:
    ** Elio Dinelli, figlio di Caduti
    ** Wanda Muggia, sorella di un Caduto
    **Lino Vivoda, fratello di un Caduto

    Bibliografia essenziale:

    * Lino Vivoda, L’Esodo da Pola – Agonia e morte di una città italiana, Nuova Lito Effe, Piacenza 1989.

    * Lino Vivoda, Campo profughi giuliani – Caserma Ugo Botti – La Spezia, Edizioni Istria Europa, Imperia 1998.

    * Lino Vivoda, Libero Comune di Pola in Esilio – 60 anni di cronache della diaspora polesana, Edizioni L’Arena di Pola,
    Trieste 2005.

    * Wanda Muggia, Natalia, Casa Editrice Nuovi Autori, Milano 1999.

    * Wanda Muggia, L’epoca di Wanda, Editrice L’Autore Libri,
    Firenze 2003.

    * Wanda Muggia, Il percorso della foto storica, Il Filo Editore, Roma 2007.

    * Riccardo Basile, Cronologia essenziale della storia d’Italia e delle terre Giulie, a cura della Federazione Grigioverde, Editore Italo Svevo, Trieste 2010.

    * Flaminio Rocchi, L’Esodo dei 350 mila Giuliani, Fiumani e Dalmati, Edizioni Difesa Adriatica, Roma 1990.

    * Raul Pupo, Il lungo Esodo – Istria: le persecuzioni, le foibe, l’esilio, Edizioni Rizzoli Storica, Milano 2005.

    * Pasquale De Simone, Ripresa italiana a Pola dopo il maggio 1945, Edizione ANVGD, Gorizia 1989.

    * Carlo Montani, Vergarolla: una verità definitiva, in “Rivista della Cooperazione Giuridica Internazionale”, anno X numero 29, Nagard, Milano 2008.

    * Pierluigi Pallante (a cura di), Il giorno del Ricordo – La tragedia delle Foibe, Editori Riuniti, Roma 1910.
    * Regina Cimmino, Quella terra è la mia terra. Istria: memoria di un esodo, Edizioni Il Prato, Padova 1998.

    * Jan Bernas (a cura di), Ci chiamavano Fascisti. Eravamo Italiani, Mursia, Milano 2010.

    * Angelo Orsini, L’Esodo a Latina – La storia dimenticata dei Giuliani e Dalmati, Editore Aracne, Roma 2007.

  6. 18 agosto 1946 – 18 agosto 2011
    Stele in memoria dei Caduti di Vergarolla
    Nel LXV anniversario dell’eccidio di Vergarolla, la Federazione Grigioverde di Trieste e la Famiglia di Pola in Esilio ricorderanno i Caduti con la scoperta di una stele in pietra del Carso “ad memoriam” che riporta i Nomi delle 64 Vittime identificate.
    Il Cippo trova collocazione sul Colle di San Giusto, in sito contiguo all’opera marmorea in onore degli Irredenti Giuliani e Dalmati insigniti di Medaglia d’Oro al Valor Militare, a lato del grande Monumento ai Caduti per la Redenzione di Trieste.
    La cerimonia, a cui interverranno i familiari dei Martiri, avrà inizio alle ore 18.00, presente il Golfalone della Città decorato di Medaglia d’Oro. Momenti essenziali saranno la benedizione della Stele, l’allocuzione del Presidente, la lettura dei Nomi e le note del Silenzio.
    Generale Riccardo Basile
    Trieste, 21 giugno 2011

  7. 18 agosto 1946 – 18 agosto 2011
    Stele in memoria dei Caduti di Vergarolla
    Nel LXV anniversario dell’eccidio di Vergarolla, la Federazione Grigioverde di Trieste e la Famiglia di Pola in Esilio ricorderanno i Caduti con la scoperta di una stele in pietra del Carso “ad memoriam” che riporta i Nomi delle 64 Vittime identificate.
    Il Cippo trova collocazione sul Colle di San Giusto, in sito contiguo all’opera marmorea in onore degli Irredenti Giuliani e Dalmati insigniti di Medaglia d’Oro al Valor Militare, a lato del grande Monumento ai Caduti per la Redenzione di Trieste.
    La cerimonia, a cui interverranno i familiari dei Martiri, avrà inizio alle ore 18.00, presente il Golfalone della Città decorato di Medaglia d’Oro. Momenti essenziali saranno la benedizione della Stele, l’allocuzione del Presidente, la lettura dei Nomi e le note del Silenzio.
    Generale Riccardo Basile
    Trieste, 21 giugno 2011

  8. 451 – Il Piccolo 05/07/11 La Lettera del Giorno: Foiba di Basovizza, un memoriale che non tocca l’anima

    Foiba di Basovizza, un memoriale che non tocca l’anima

    LA LETTERA DEL GIORNO

    Di passaggio a Trieste per la prima volta, rimango entusiasta di fronte a questa città mitteleuropea, piena di storia, di cultura e di mescolanza nel tempo. Ma non scrivo per questa mia ammirazione, bensì per esprimere la profonda tristezza risentita nel visitare il Memoriale di Basovizza. Questo memoriale non trasuda, purtroppo, alcun carisma “umano” che riporti a fatti tanto lugubri, scuri, pieni di sofferenze indicibili e di sparizione di migliaia di nostri cari! Oltre all’impressione di trascuratezza che affiora, la lapide dell’ingresso principale non porta la croce. E’ poi divisa in due parti, quasi a voler dividere i fatti storici e, magari, sminuirli.

    All’entrata, sempre, troneggia il cesto della mondezza, indegno di trovarsi proprio lì, all’entrata di un luogo sì santo e meritevole del massimo rispetto. L’enorme e “significativa” placca centrale non porta scritte e non è facile avvicinarsi in mezzo a sassi e rocce. Si presenta solamente come il testimone freddo di un orrore sì feroce e doloroso, nonostante la secca presenza degli agganci previsti per le corone. Il tutto sembra sfilacciato, senza un filo conduttore che mostri e spieghi il doloroso percorso dei nostri cari e la loro fine senza fine! E’ un luogo freddo che non tocca l’anima, ma ha anche il potere di ridurla ad un semplice minimalismo. Questo è quanto mi stava a cuore esprimere, senza polemizzare e politicare. La vita è preziosa e si nutre di ricordi che, ahimè, non finiscono mai. Chi rimane deve essere fiero di penetrare in un luogo di memoria dove può raccogliersi, pregare, ricordare e trovare quanto quel posto non ispira. Vi sarei grata di voler accettare umilmente queste mie considerazioni personali, nate dalle molteplici mie visite ai Memoriali di Yad Vashem, Praga, Budapest, Rodi ed altri. Non faccio paragoni ma vi è un’ovvia differenza nell’esaltare i fatti, quello che non succede a Basovizza. Colgo l’occasione per esprimere i sensi dei miei più fervidi sentimenti.

    R.H.

  9. 451 – Il Piccolo 05/07/11 La Lettera del Giorno: Foiba di Basovizza, un memoriale che non tocca l’anima

    Foiba di Basovizza, un memoriale che non tocca l’anima

    LA LETTERA DEL GIORNO

    Di passaggio a Trieste per la prima volta, rimango entusiasta di fronte a questa città mitteleuropea, piena di storia, di cultura e di mescolanza nel tempo. Ma non scrivo per questa mia ammirazione, bensì per esprimere la profonda tristezza risentita nel visitare il Memoriale di Basovizza. Questo memoriale non trasuda, purtroppo, alcun carisma “umano” che riporti a fatti tanto lugubri, scuri, pieni di sofferenze indicibili e di sparizione di migliaia di nostri cari! Oltre all’impressione di trascuratezza che affiora, la lapide dell’ingresso principale non porta la croce. E’ poi divisa in due parti, quasi a voler dividere i fatti storici e, magari, sminuirli.

    All’entrata, sempre, troneggia il cesto della mondezza, indegno di trovarsi proprio lì, all’entrata di un luogo sì santo e meritevole del massimo rispetto. L’enorme e “significativa” placca centrale non porta scritte e non è facile avvicinarsi in mezzo a sassi e rocce. Si presenta solamente come il testimone freddo di un orrore sì feroce e doloroso, nonostante la secca presenza degli agganci previsti per le corone. Il tutto sembra sfilacciato, senza un filo conduttore che mostri e spieghi il doloroso percorso dei nostri cari e la loro fine senza fine! E’ un luogo freddo che non tocca l’anima, ma ha anche il potere di ridurla ad un semplice minimalismo. Questo è quanto mi stava a cuore esprimere, senza polemizzare e politicare. La vita è preziosa e si nutre di ricordi che, ahimè, non finiscono mai. Chi rimane deve essere fiero di penetrare in un luogo di memoria dove può raccogliersi, pregare, ricordare e trovare quanto quel posto non ispira. Vi sarei grata di voler accettare umilmente queste mie considerazioni personali, nate dalle molteplici mie visite ai Memoriali di Yad Vashem, Praga, Budapest, Rodi ed altri. Non faccio paragoni ma vi è un’ovvia differenza nell’esaltare i fatti, quello che non succede a Basovizza. Colgo l’occasione per esprimere i sensi dei miei più fervidi sentimenti.

    R.H.

  10. GIORNO DEL RICORDO – 10 febbraio
    Tragedia di Vergarolla (Pola)
    Il 18 agosto 1946, sulla spiaggia di Vergarolla, ebbe luogo una strage che per numero di Vittime dovute a cause non naturali in tempo di pace è la prima nella storia d’Italia. Si ebbero oltre cento Caduti, dei quali solo 64 poterono essere identificati.
    La responsabilità dell’attentato, come è emerso da documenti ufficiali di fonte britannica, deve essere attribuita all’OZNA, la polizia politica jugoslava, nel quadro delle operazioni di bonifica etnica già intraprese con le foibe e finalizzate ad espungere gli italiani, con l’eccezione di una sparuta minoranza comunista.
    Nel LXV anniversario della strage, la Federazione Grigioverde di Trieste e la Famiglia di Pola in Esilio hanno scoperto una grande stele commemorativa con tutti i Nomi delle Vittime, collocata nella Zona Sacra di San Giusto.
    Ora, nel quadro di un’informazioe programmata, anche in concomitanza con il Giorno del Ricordo voluto dalla Legge 30 marzo 2004 n. 92, l’eccidio di Vergarolla è stato commemorato a Roma, nel corso di una manifestazione particolarmente significativa voluta dal Circolo Ufficiali della Marina Militare.
    Oratore il Gen. Riccardo Basile, Presidente della Federazione Grigioverde e della Famiglia di Pola in Esilio, un folto ed attento pubblico, fra cui parecchi Esuli, ha ascoltato non senza commozione le parole del Relatore, accompagnate da un esauriente filmato, cui hanno fatto seguito interventi dell’Ambasciatore Giorgolo e del Prof. Sinagra.
    E’ con iniziative di alto livello come questa che il Ricordo diventa motivo di aggregazione, di consapevolezza e di fede.
    Roma, 20 gennaio 2012

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