29/03/2009
Canti del caos
È uno di quei libri che non solo cambiano la storia della letteratura, non solo cambiano il lettore che li legge, ma cambiano anche i libri degli altri, rendendoli piccoli, irrilevanti. Quindici anni di scrittura, quindici anni per la stesura di un lungo romanzo in tre parti, quindici anni di calvario tra gli editori: prima Feltrinelli, che ne pubblica la prima parte, nel 2001, ma non vuole la seconda. Rizzoli pubblica la seconda, nel 2003, ma non vuole la terza.
Personaggi assurdi e idee divertenti
Ora, finalmente, Antonio Moresco ha portato a termine Canti del caos, che esce per Mondadori in un unico volume di mille pagine, pagate dall’editore solo ottomila euro, meno di otto euro a pagina, meno di un dattilografo. Nel frattempo, nel silenzio di chi legge e studia, sono già una dozzina le tesi di laurea scritte spontaneamente, nell’ultimo decennio, in sparsi atenei italiani, su questo scrittore nato nel 1947 e che ha esordito solo nel 1993, dopo decine di rifiuti editoriali. Il suo impatto solitario, eroico, irriducibile, sulla società letteraria italiana, è raccontato in Lettere a nessuno, pubblicato da Einaudi l’anno scorso e caduto nell’imbarazzante oblìo dei critici, i quali preferiscono accapigliarsi sulla storia della letteratura di Asor Rosa. Canti del caos è un’opera colossale, un’opera inclassificabile, una rivoluzione come lo è ogni capolavoro quando è un’opera d’arte e non un prodotto di intrattenimento usa e getta. Non lasciatevi ingannare dai recensori, da quelli come Angelo Guglielmi che lo hanno definito «un libro illeggibile» solo perché non leggono più o non sanno più leggere.
14:34 Scritto da: mirea1954 | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Commenti
E' destino del vero artista quello di non essere compreso dalla Casta, anche quando si finge di comprenderlo.
La Casta preferisce autori tranquillizzanti.
Scritto da: Rossano Segalerba | 12/06/2009
Lo sto leggendo. Sembra di avere il vaso di pandora sul comodino. so che appena lo aprirò per continuare il viaggio si scatenerà qualcosa che non ho mai trovato in nessun altro libro, qualcosa di ipnotico e surreale, potentissimo; la carta di cui è fatto è fisicamente insuffciente a contenerlo tutto, sembra che debba esplodere da un momento all'altro. Non ho mai letto in nessun altro scrittore una così assoluta passione, devozione, gratitudine e ricerca per la sua Musa, il motivo della sua esistenza, la ragione delle sue giornate. E questo splendido libro è un inno, un coro, un canto esclusivo che fa intuire l'amore travagliatissimo di questo scrittore per tutto ciò che è ispirazione.
Scritto da: Sara | 19/06/2009
come fai a non amare un uomo che ti dice: "io rivendico la ragione dell'incanto", come se fosse la cosa più naturale del mondo, perchè È la cosa più naturale del mondo.
Scritto da: lucowski | 06/06/2010
Scrivi un commento