30/10/2009
Alchimie dello studiolo di Francesco I de' Medici
L’alchimia della parola e la ricerca dal profondo. Aldo Roda, Alchimie dello studiolo di Francesco I de’ Medici, Firenze, Gazebo, 2007, pp. 96.
E’ dal 1998 che l’architetto Aldo Roda scrive poesie con piglio e determinazione, con la forza di chi vuole costruirsi un linguaggio nuovo per esprimere un universo interiore che lo porta a cercare gli snodi segreti delle vicende umane e il colore segreto delle parole utilizzabili per dirle e per descriverle. Questa sua ultima prova in versi (ma corredata da foto e da una mappa accurata del luogo ove l’azione si svolge) rappresenta un tentativo di cercare le ragioni ultime di un’opera d’arte e di leggerla con l’ausilio di strumenti letterari e psicoanalitici capaci di chiarirne la verità possibile.
Lo studiolo di Francesco I de’ Medici fu realizzato sotto la direzione di Giorgio Vasari e su ispirazione del dotto benedettino Vincenzo Maria Borghini. I 34 pannelli dipinti che lo componevano, il soffitto affrescato e le 8 statuette di bronzo presenti nella sala avevano il compito di illustrare il rapporto tra Arte e Natura (come è dimostrato dalla presenza di un riquadro contenente l’immagine di Prometeo che riceve dalla Natura una pietra preziosa).
23:20 Scritto da: mirea1954 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
La vita die dettagli
No detail is too small- Elizabeth Bishop
Mettere da parte la vita per poche ore almeno: apprestarsi a scomporre e connettere, a liberare e divagare.
Libro di rapimenti e di attese, di frammenti e di varchi, di abbagli e rinvenimenti, di enigmi e tremori, di solitudini e meditazioni, di schegge e fantasmi, di arbìtrï e silenzi, di pietra e sabbia, di seta e feltro, di legno e d’acqua.
Libro sapienziale e segreto, “de l’âme pour l’âme”, che richiede lettori inquieti e dal cuore intelligente, adatti ad affrontare un’esperienza conoscitiva di rara bellezza e profondità, ben disposti allo smarrimento e all’incursione, alla vertigine sia della rêverie colta che del contatto con la realtà che urta e scuote – il telo della croce rossa come un sacco di Burri-.
Un libro di commozioni ed urgenze, di rivelazioni ed ecfrasi. Un libro che ci istiga a meglio vedere e sentire, a diventare curiosi e astuti come i cacciatori di Lascaux, intransigenti ed inquieti come i congiurati negli Orti Oricellari, ebbri di felicità come certi bambini in un piano sequenza di Truffaut.
Un libro che sempre ricomincia ad ogni pagina, meglio ad ogni riga, che non si vorrebbe mai finire di leggere, tanto esalta e commuove, tanto impressiona e smaga.
Pagine a frusciante testimonianza di ciò che Baudelaire scrive nei suoi Salons quando ci spiega che “le meilleur compte rendu d’un tableau pourra être un sonnet ou une élégie”.
... Linnio Accoroni
23:19 Scritto da: mirea1954 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
28/10/2009
Roma per le strade
Il 29 ottobre 2009 alle ore 18 alla Libreria Melbookstore di via Nazionale 254, a Roma, verrà presentato il volume edito da Azimut Roma per le strade. Si tratta di una raccolta di testi che ha come soggetto Roma. Nel progetto, curato da Massimo Maugeri, sono coinvolti 11 scrittori (da Albanese, Battista, Cenciarelli, Charbonnier, Costa, Costantini-Falcone, Desiati, Di Consoli, Esposito, Felli, Franchi, Frediani, Gabriele, Gregori, La Rosa, Leonardi, Levi, Maraini, Mattei, Maugeri, Moscati, Nardini, Pascale, Petrignani, Postorino, Ranno, Sirotti, Tani, Tuena). Gli introiti del libro saranno devoluti ad associazioni e centri che si occupano dell’infanzia.
17:17 Scritto da: mirea1954 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Trenincorsa
Interviste con uomini (non sempre) straordinari. Annella Prisco Saggiomo, Trenincorsa. 30 interviste sui tempi che corrono, Napoli, Edizioni Kairós, 2009
E’ un libro tutto di corsa, questo di Annella Prisco Saggiamo. Scritti in velocità tra il 2004 e il 2005 per un giornale, “La Repubblica” nella sua edizione napoletana, le trenta interviste che lo compongono squadernano in bella vista una fetta cospicua del mondo culturale e politico dell’Italia di questi ultimi anni. I nomi degli intervistati spaziano in ogni campo della cultura contemporanea: dalla politica (Antonio Bassolino, Renato Brunetta, Roberto Maroni) alla letteratura (Alberto Bevilacqua, Claudio Magris, Raffaele La Capria, Dacia Maraini, Jacqueline Risset), dallo spettacolo (Giulio Bosetti, Edoardo Bennato, Enrico Montesano, Peppino Di Capri, Renzo Arbore, Uto Ughi – alternando proposte di livello più alto all’intrattenimento più leggero) al cinema (Dino Risi, Lina Wertmuller) senza trascurare storia, filosofia e linguistica (i nomi di Giuseppe Galasso, Aldo Masullo e Tullio De Mauro ne sono autorevole testimonianza).
17:16 Scritto da: mirea1954 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
24/10/2009
La forza della cultura
Amo scrivere. Può essere un buon metodo per colmare il vuoto di lunghi pomeriggi. D’altra parte, se non ti importa nulla del calcio e detesti le interminabili code automobilistiche della domenica, riempire d’inchiostro qualche foglio bianco può essere un buon rimedio contro la noia del fine settimana. Ma è un’arma a doppio taglio: in apparenza ti offre un’occasione di svago, distraendoti per un attimo dai tanti fastidi quotidiani. In realtà, dopo qualche ora di onirica spensieratezza, riaffiorano alla mente pensieri sempre più cupi. E iniziano a balenarti mille dubbi sulla vita e sul mondo e pensi che se fossi andato allo stadio a urlare con gli altri tifosi ti sentiresti molto più sereno. Tuttavia, a un certo momento inizi a prendere coscienza della tua capacità di riflessione e ne assapori il gusto, sperando che un giorno potrai far sentire la tua voce sui problemi che angustiano il tuo tempo. Non ho mai apprezzato la letteratura d’evasione: è roba per adolescenti, nulla di più. Al contrario, sono rimasto sempre affascinato da quegli scrittori che riescono a scrutare il mondo e comprendere, molto prima degli altri, le grandi trasformazioni epocali
19:14 Scritto da: mirea1954 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Argo
Fare una rivista letteraria oggi significa gettarsi in un’impresa senz’altro temeraria ed azzardata, schiacciata fra due pietre di paragone che vengono continuamente evocate ( ed ogni tanto anche a sproposito): da una parte il confronto con la nobilissima tradizione italiana delle riviste letterarie d’antan e dall’altra il profluvio di pubblicazioni che, indipendentemente dalla loro oggettiva qualità, si caratterizzano per un’ esistenza di breve durata e spesso anche tribolata. La rivista di esplorazione «Argo», che compie 16 anni, è invece pubblicazione senz’altro non effimera e ‘resistente’; superate le difficoltà ed i patimenti tipici dell’età adolescenziale, dimostra con ogni suo numero di essere una delle realtà più interessanti e degne di attenzione della scena letteraria.
Ho intervistato il direttore responsabile della rivista, Valerio Cuccaroni.
19:13 Scritto da: mirea1954 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
22/10/2009
Intervista a Giovanni Agnoloni
Pubblichiamo qui l’intervista a Giovanni Agnoloni realizzata da Paolo Marzola e pubblicata sul suo blog, e in seguito su quello di Agnoloni. Glorfindel è l”alias’ tolkieniano di Paolo, mentre Kosmos è quello connettivista di Giovanni.
L’intervista verte sulle ricerche tolkieniane e di letteratura comparata di Agnoloni, oltre che, più in genere, sul suo rapporto con la letteratura e la scrittura. Viene dedicata particolare attenzione alle tematiche attinenti al movimento fantascientifico connettivista e al fantastico in genere (ma non solo).
| 1 ) Glorfindel: Vernon Vinge pone come data per l’avvento della Singolarità il 2030, come pensi che cambierà la nostra vita? |
| Kosmos: Ti sorprenderò, come connettivista. Io non credo granché nell’idea di un futuro tecnologico e virtuale che ci ‘sfugga di mano’. Così come, in genere, i vari allarmi tecnologici – penso al Millennium Bug – poi sfumano in qualcosa di diverso. Sono uno scrittore che ama gli immaginari fantascientifici più per le suggestioni e le attinenze che presentano con le profondità dell’animo umano – in forma simbolico-archetipica – che per l’idea che veramente le cose debbano andare secondo le linee che essi suggeriscono. Certo, esistono aspetti della fantasia di autori come Philip Dick e William Gibson che oggi sono diventati parte del nostro quotidiano, ma lo stesso Gibson, recentemente intervistato, ha espresso dubbi sulle reali capacità predittive della fantascienza. Dunque, l’idea di una realtà sintetica che si distacchi dalla parabola della vita, di un’intelligenza artificiale che prenda il sopravvento sulla nostra radice umana per portarci in una direzione che non possiamo controllare, mi seduce solo nella misura in cui adombra un significato filosofico e spirituale: l’apertura all’assenza di controllo sulle emozioni più profonde, lo sciogliersi delle resistenze dell’Io in un Sé capace di intuizioni cosmiche e affondante nelle profondità dell’anima – che poi è la porta dell’Eterno. |
| 2 ) Glorfindel: Credi che la Singolarità porterà un miglioramento o un peggioramento nel rapporto tra l’uomo e la natura che lo circonda? |
11:15 Scritto da: mirea1954 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Riportando tutto a casa
Nicola Lagioia, Riportando tutto a casa, pp. 290, € 20, Einaudi
Un Paese sonnambulo ancora inconsapevolmente alle prese con gli scomodi detriti dei lenti decenni che avevano visto avvicendarsi traumi post-bellici, primi boom economici, stragi di stato, figli dei fiori, crisi missilistiche, cortei, pitrentotto e restaurazioni varie si sveglia all’improvviso nel sogno allucinogeno degli anni Ottanta. Una specie di esplosione sottocutanea fibrillante e sospesa in cui tutto pare possibile e ogni gesto sembra portare con sé dosi massicce di ilarità in potenza, una felicità finalmente raggiungibile, conquistabile, appiccicata come un insetto nella carta moschicida, carta filigrana, s’intende, soldi a palate, insomma una neo-ondata di benessere visibile spiando orizzonti davvero molto prossimi. Sono gli anni in cui dai tv color che provvedono all’intrattenimento e all’educazione di milioni di famiglie escono le squallide e irresistibili gags di Drive In accompagnate da convulse e autistiche risate artificiali, gli anni delle All Stars e dell’Aids, di RisiKo e Joe Squillo, soprattutto gli anni magici in cui anche un misero bracciante del sud poteva legittimamente aspirare a trasformarsi presto in padrone di una fiorentissima azienda con fatturati da capogiro.
11:14 Scritto da: mirea1954 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
20/10/2009
Arthur Rimbaud
Arthur Rimbaud, Charleville, 20 ottobre 1854, Marsiglia, 10 novembre 1891
oggi compie 155 anni
di René Char
Con Rimbaud la poesia ha cessato di essere un genere letterario, una competizione. Prima di lui, Eraclito e un pittore, Georges de La Tour, avevano costruito e mostrato quale Casa tra tutte l’uomo doveva abitare: dimora per l’ispirazione e nello stesso tempo per la meditazione. Baudelaire è il genio più umano di tutta la civiltà cristiana. Il suo canto incarna quest’ultima nella sua coscienza, nella sua gloria, nel suo rimorso, nella sua maledizione, nell’istante della sua decollazione, della sua detestazione, della sua apocalissi. “ I poeti, scrive Holderlin, si rivelano per la maggior parte all’inizio e alla fine di un’era. E’ con i canti che i popoli lasciano il cielo della loro infanzia per entrare nella vita attiva, nel regno della civiltà. E’ con i canti che ritornano alla vita primitiva. L’arte è la transizione dalla natura alla civiltà, e dalla civiltà alla natura”.
Rimbaud è il primo poeta di una civiltà non ancora apparsa, civiltà i cui orizzonti e le cui pareti non sono che paglie furiose. Per parafrasare Maurice Blanchot, ecco un’esperienza della totalità, fondata nel futuro, espiata nel presente, che non ha altra autorità se non la sua. Ma se sapessi che cos’è Rimbaud per me, saprei cos’è la poesia davanti a me, e non dovrei più scriverla…
23:41 Scritto da: mirea1954 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Confessioni di un evirato cantore
Una vicenda esemplare tra musica, amore e politica. Achille Maccapani, Confessioni di un evirato cantore, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2009
«Aborro in su la scena, / Un canoro elefante / Che si trascina a pena / Su le adipose piante, / E manda per gran voce / Di bocca un fil di voce // […] Ella femminea gola / Ti diede, onde soave / L’aere se ne vola / Or acuto ora grave; / E donò forza ad esso / Di rapirti a te stesso» – scrive Giuseppe Parini una delle sue composizioni più famose, La musica.
Ma Luigi Marchesi, il protagonista di questo solido ed accurato romanzo di Achille Maccapani, non è né castrato né “evirato” (come lo definirà Ugo Foscolo con il quale si accapiglierà brutalmente per il problematico possesso di Antonietta Fagnani Arese, pur sempre “risanata” e amante di entrambi ma certo non fedele a nessuno dei due). Il cantore era perfettamente in grado di avere rapporti sessuali (e la sua abilità era diventata leggendaria!) ma non poteva procreare per effetto dell’operazione cui si era sottoposto da adolescente, prima del temuto sviluppo sessuale che gli avrebbe fatto perdere la sua voce argentina da “sopranista”. Infatti, dove le donne non avevano libero accesso e non potevano cantare (in chiesa soprattutto – seguendo l’interpretazione assai restrittiva di un passo di San Paolo al riguardo) lo facevano uomini “travestiti” con voce musicalmente adatta al ruolo di soprano. Luigi Marchesi è stata una delle “voci sovrane” in questo campo, probabilmente dopo il supremo Farinelli.
23:38 Scritto da: mirea1954 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook