I Sonetti di William Shakespeare

182314876.png

I sonetti opera di William Shakespeare, si compongono di 154 sonetti formati da tre quartine e un distico per un totale di 14 versi ciascuno. Shakespeare probabilmente scrisse i suoi sonetti a partire dagli anni 90 del XVI secolo dopo che un morbo causò la chiusura di tutti i teatri di Londra ma furono pubblicati solo nel 1609. I primi 126 sono indirizzati a un giovane uomo. Gli altri sono indirizzati a una non identificata Dark Lady (donna bruna); attraverso la relazione tra il poeta e questa donna l’autore sviluppa nei suoi sonetti i temi più disparati che vanno dalla morte all’amicizia. Un esempio di questo secondo tipo di sonetto è quello di “My Mistress’ Eyes are nothing like the Sun”, nel quale l’autore sviluppa una polemica verso i poeti del genere petrarchesco, i quali amano una donna non reale, della quale con falsi paragoni vengono esagerati gli aspetti positivi. Questo è un fulgido esempio di come il poeta usi il tema dell’amore per sviluppare un tema alternativo, come ad esempio quello della rappresentazione della realtà. La dedica a “Mr.W.H.” L’unica edizione dei sonetti pubblicata quando Shakespeare era ancora in vita è l’in-quarto del 1609 stampato da Thomas Thorpe. L’edizione riporta quella che è stata definita la dedica più enigmatica di tutta la letteratura inglese[1]: « TO.THE.ONLIE.BEGETTER.OF. THESE.INSUING.SONNETS. Mr.W.H. ALL.HAPPINESSE. AND.THAT.ETERNITIE. PROMISED. BY. OVR.EVER-LIVING.POET. WISHETH. THE.WELL-WISHING. ADVENTVRER.IN. SETTING. FORTH. – T.T. » <<All’unico ispiratore[2] di / questi seguenti sonetti/Mr.W.H. ogni felicità/e quella eternità/promessa/dal/nostro immortale poeta/augura/colui che con buon augurio/si avventura nel/ pubblicare[3]>>. La reale identità di “Mr.W.H.” non è mai stata chiarita, ed ha generato un gran numero di speculazioni. Sebbene secondo alcuni il fantomatico “begetter” è stato semplicemente il “procacciatore” della copia fraudolenta, la gran parte della critica ritiene che si tratti invece dell'”ispiratore”, il “fair friend” (“bell’amico”) a cui sono dedicati i primi 126 sonetti. Innumerevoli sono le persone accostate a queste iniziali, i candidati più probabili sono il Conte di Southampton Henry Wriothesly e William Herbert.

I Sonetti di William Shakespeareultima modifica: 2008-10-23T09:05:00+02:00da mirea1954
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento