Viaggi a due nell’Europa di questi anni

di Enrico Fraulini

Con l’avvento della televisione, che ci fa vedere ogni luogo del mondo dalla poltrona di casa, e la diffusione della rete internet, attraverso la quale possiamo metterci in contatto con gli infiniti siti in cui vengono rovesciate in continuazione tutte le informazioni possibili, quelle utili e quelle inutili, biblioteca incommensurabilmente più grande e più accessibile di quella storica di Alessandria, sorge spontaneo chiedersi il perché del moderno viaggiare. Il viaggio, nei tempi andati, quando si apprezzava ancora la lentezza, rappresentava lo spostamento della propria esistenza in altri luoghi in cui vivere temporaneamente e scoprire un nuovo modo di vivere. Il viaggio, oggi invece, è diventato un rapido sorvolo in aereo, in treno, in macchina, attraverso luoghi che scorrono davanti agli occhi come su uno schermo del televisore o del computer. Vittime della fretta e della velocità, le soste non avvengono più inserendoci nelle case, nella vita delle persone e delle famiglie, nelle loro relazioni sociali, instaurando nuovi rapporti di amicizia, ponendo le basi di corrispondenze su argomenti di comune interesse, ma facendo ingressi precipitosi in bar, ristoranti, alberghi in cui pernottare, parlando con camerieri, cuochi e donne della pulizia in attesa della mancia e organizzando visite a musei e monumenti, preferibilmente al seguito di una guida turistica dalla lingua sciolta per velocizzare la presa rapida di conoscenza delle opere e dei luoghi.

Peggio ancora succede nei viaggi cosiddetti di vacanza, dove si entra in villaggi turistici completamente estranei al contesto nel quale sono stati costruiti, ma forniti completamente di tutto, in modo da isolare il più possibile il vacanziere dal mondo intorno, magari poi illudendolo di aver preso conoscenza del posto tramite qualche spettacolino di indigeni folcloristicamente agghindati per soddisfare il turista esigente.

Dopo queste considerazioni, una semplice cronaca moderna di viaggio risulterebbe quanto meno superflua. Evidentemente le ragioni di Viaggi a due nell’Europa di questi anni, di Marina Tevini Torossi, volume recentemente edito da Campanotto, si nascondono altrove. Marina Torossi, nel compiere questi viaggi esplorativi attraverso il continente europeo, cerca lo spunto per compiere un altro percorso, ben più importante. Quello dentro i suoi pensieri, dentro le sue conoscenze, dentro la cultura classica di cui la sua anima è imbevuta. Un viaggio a due, perché sia l’arte che la cultura hanno sempre bisogno dell’appoggio materiale reclamato dalle esigenze della vita pratica. In questo libro, appoggio qualificato dalle belle foto del marito a testimonianza della verità del passaggio negli importanti luoghi descritti.

In questo modo di viaggiare diverso, l’autrice dà la possibilità anche al lettore, oltre a potersi immergere nella descrizione dei paesi più interessanti d’Europa attraversati dalla coppia, come faceva meticolosamente anche lo scrittore italiano Guido Piovene, di partecipare alle sue riflessioni personali, di scoprire dotte citazioni letterarie, di penetrare nei pensieri ora filosofici, ora politico sociali, condivisibili o meno, ma sempre proposti in maniera leggera, coinvolgente, originale.

Questo libro, insomma, si inserisce nella scia di importanti saggi-viaggio, come quelli tracciati dal dottissimo Claudio Magris. E’ un tipo di narrativa che nel Novecento ha ripreso piede, dopo i classici volumi scritti in passato da diversi autori, italiani, anglosassoni, tedeschi e francesi, come quelli spesso dedicati al “Viaggio in Italia”. L’Italia, nei secoli passati, era un paese dal fascino irresistibile, oltre che per l’arte, anche per la suggestione dei misteri celati nei palazzi delle varie corti. I più grandi viaggi in Europa, che io ricordi sono stati quelli della Storia della mia vita di Giacomo Casanova, memorie superficialmente troppo citate per altri, meno significanti motivi, e i racconti e i romanzi ineguagliabili di Henri Beyle (Stendhal).

Bisogna riconoscere a Marina Torossi, oltre alla chiarezza delle descrizioni dei luoghi e dei percorsi, anche l’onestà intellettuale di non scendere mai nel consueto vizio di certi letterati anche famosi, di far passare per propri i pensieri altrui. Lei cita puntigliosamente e fedelmente frasi, versi, riflessioni e nomi degli altri scrittori, pensatori e viaggiatori, riuscendo, in questo modo, a svolgere anche un interessantissimo percorso didattico culturale.

Un libro interessante, perciò, sotto l’aspetto dell’interiorizzazione degli scenari descritti nei numerosi capitoli con accostamenti ad altri luoghi e paesaggi del mondo e approfondimenti dell’anima e della mente.

Enrico Fraulini

Marina Tevini Torossi

Viaggi a due nell’Europa di questi anni

Campanotto 2008

pp 217, euro 13

Viaggi a due nell’Europa di questi anniultima modifica: 2008-12-20T09:57:00+01:00da mirea1954
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