Piccoli Animali

UNO

– L’agenzia ci disse di mandare una ventina di foto, – racconta David. – Della casa, delle vacanze, di noi due soli e di noi con dei bambini: nipoti, vicini di casa… non importa. Ci dissero anche che dovevamo scrivere una lunga lettera alla madre, «Dear Birthmother», ma che se preferivamo bastava compilare un questionario, e poi a trasformarlo in lettera ci avrebbero pensato loro. In ogni caso è il contatto diretto che conta, la famosa telefonata. La lettera è una specie di curriculum, ma poi è decisivo quello che sei disposto a dare alla madre naturale.

– La pubblicità sui giornali costa fra i trecento e i mille dollari al mese, – aggiunge Natalie, – noi abbiamo scelto di spenderne mille, sperando di fare prima. Perché ci hanno detto che internet non basta.

Sulla brochure dell’agenzia c’è scritto: «Se volete ricevere la telefonata, dovete fare pubblicità. Perché qualcuno possa scegliere di rispondervi, il vostro annuncio deve essere visibile. Niente pubblicità, niente telefonata. Pregnant women are everywhere, so you need to be too! Nei giornali grandi e in quelli piccoli, gratis e a pagamento. Internet non basta. Ci sono migliaia di annunci in tutti gli Stati in cui la pubblicità adottiva è legale. With adoption advertising being a popular and successful way to connect with a pregnant woman, how do YOU get selected?»

… capitolo primo del romanzo di Maurizio Torchio

Piccoli Animaliultima modifica: 2009-02-25T14:29:54+01:00da mirea1954
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