Zingari …

È il ritornello che percorre tutto il libro – zingari di merda – flash impietoso e accorato di Antonio Moresco, resoconto di un breve ma molto intenso viaggio in Romania che Antonio ha fatto con alcuni rom, tra quelli sgomberati dalla Snia di Pavia. È un ritornello che ironicamente e amaramente ripetono gli zingari stessi, facendo il verso a quei numerosissimi italiani che li investono con questo gentile appellativo.

È un resoconto scarno e attento di un viaggio su una “vecchia BMW dalla fiancata sfondata” che Moresco compie, insieme con il fotografo Giovanni Giovannetti in alcune delle città, ma no città, luoghi, villaggi, baraccopoli, catacombe, abitate – si fa per dire – da zingari di varie etnie, Rom, Sinti, Kalé.
Le prime pagine sembrano proprio null’altro che questo, un diario, un taccuino nel quale sono stati scelti con cura e annotati percorsi, incontri, dati oggettivi. Dopo poco, però, nel dialogo tra Antonio e Giovanni balza fuori un grido, un grido alto e squillante, uno sguardo penetrante e disperato su una condizione di vita e di esistenza che tutti conosciamo da lontano, che tutti cerchiamo di rimuovere, perché abbiamo già tanti problemi.

Fin dall’antichità, dice Moresco, i cosiddetti barbari invadevano, conquistavano nuove terre, con combattimenti, guerre guerreggiate, scontri di potere interni ed esterni; gli zingari “questo popolo errante, un po’ sedentario e un po’ errante, che si sta spostando da secoli, disperso, scacciato, questo cerchio che non riesce mai ad aprirsi e a spezzarsi, finito nei forni crematori assieme agli ebrei come «razza antisociale», con la sua irresistibile prolificità da miserabili, con la sua inarrestabile spinta vegetale” invece “sono gli invasori che non combattono. Per questo non perderanno. Non perderanno più di quanto non perderemo alla fine tutti quanti”.

… recensione di Antonio Sparzani

Zingari …ultima modifica: 2009-03-23T21:37:00+01:00da mirea1954
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