Rumeni

E’ un viaggio turbinoso e picaresco quello che ci offre “Rumeni” di Anna Lamberti Bocconi (Stampa Alternativa, 2009) ; un reportage di ladruncoli e becchini, baristi e cameriere che, in una Milano sghemba e amatissima, rispecchiano le ragioni e le passioni dell’io narrante, vero protagonista del romanzo. Se infatti formalmente la struttura ad episodi del libro rinvia alla categoria dei racconti, la voce autoriale, continua e pulsante, delinea un pellegrinaggio laico nel cuore di una realtà *altra* ricchissima e complessa che lungo il tragitto irrompe e modifica l’occhio del reporter.

Fuori di ogni schematismo – come giustamente sottolinea il risvolto di copertina – l’approccio al mondo dei migranti avviene in presa diretta, col solo ricorso a topoi letterari (la mendicante, il mangiatore di fuoco, il “branco” di ragazzi), usati peraltro come grimaldello per scardinare pre-concetti sia razzisti sia buonisti.

La carrellata di figure si sussegue serrata con una scrittura che nell’estrema padronanza sintattica e lessicale, nel ritmo incalzante ha uno dei suoi punti di forza, donando il piacere della lettura. L’alternanza di registri utilizzata da Lamberti-Bocconi è infatti notevole: dal surreal-lirico del circo di periferia (in “Stefan”) al grottesco violento e assassino (“Violeta”), dalla secca registrazione di vite attestate al grado zero (“Lilia”) fino alle vere e proprie epifanie di “Valentina” e di “Cristina”, quest’ultima, sequenza finale del libro, non a caso ambientata a’ rebours in uno scenario di desolata miseria  rumena.

Viola Amarelli

 

Rumeniultima modifica: 2009-06-24T15:23:45+02:00da mirea1954
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