Il premio Strega

Quella di Tiziano Scarpa è stata una vittoria inaspettata. Dopo un fotofinish al filo di lana, giocato su una guerra di nervi fino all’ultimo voto. Le camere a spalla che mostravano, lampi spietati di una diretta apparentemente tradizionale, i gruppuscoli degli amici della domenica intenti a compilare le schede, o a elaborare propri calcoli senza aspettare la lettura dei singoli voti da parte di Paolo Giordano, erano l’emblema di qualcosa di diverso. Non era più la cronaca di una vittoria annunciata. Né tantomeno di un esito largamente pronosticato, che peraltro era stato ribaltato nei mesi scorsi.

L’edizione 2009 del Premio Strega, invece di confermarsi quale esordio e suggello di apertura della stagione dei premi letterari nazionali, come suggerito da Franco Di Mare durante la diretta televisiva su RaiUno, si era trasformata in una sorta di action thriller della scrittura, in uno scontro tra due personalità. Tra due autori che, alle spalle, portavano con sé il proprio vissuto, le esperienze maturate in contesti radicalmente opposti. Con un denominatore comune che, al di là della tensione che si respirava durante lo spoglio degli ultimi trenta voti, emergeva in tutta la sua nettezza: il senso del ricordo di come eravamo, quando avevamo dieci, quindici anni

Achille Maccapani

Il premio Stregaultima modifica: 2009-07-03T20:31:00+02:00da mirea1954
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