Gli imitatori

Marco Bellotto, Gli imitatori, Venezia, Marsilio, 2008, pp. 215, euro 16.

di Leandro Piantini

A mio parere il romanzo di Marco Bellotto, GLI IMITATORI, è un libro singolare, che merita la massima attenzione, anche e forse soprattutto per motivi extra letterari. L’autore, un avvocato padovano alla seconda prova narrativa, ha costruito una trama suggestiva in cui il destino di un uomo di umili origini contadine, lo scrittore Livio Mantarro, si intreccia con personaggi ed eventi della storia politica e culturale del nostro paese, tra il dopoguerra e gli anni Settanta, che videro l’egemonia del Pci tra gli uomini di cultura e la nascita del mito gramsciano dell’intellettuale organico, che lavora per la rivoluzione.
La vicenda del sequestro dell’industriale di Santamira Caracciolo è raccontata benissimo, e così la lotta armata degli anni Settanta in cui i rapimenti e le uccisioni dei “nemici del popolo” erano all’ordine del giorno.
La trama del romanzo è costruita in modo sapiente, con i pezzi del mosaico che si incastrano perfettamente. Lo stesso avvocato Bellotto ne è un personaggio e la sua storia si intreccia con quella del protagonista Mantarro di cui ha assunto la difesa. La vita di Mantarro è una vita singolare, che passa dal mondo contadino povero al seminario e poi al protagonismo nella cultura milanese degli anni Sessanta, fino al Sessantotto e agli anni di piombo.

Gli imitatoriultima modifica: 2009-08-25T13:55:00+02:00da mirea1954
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