Hotel Angleterre

L’io narrante ci racconta che in quel tempo doveva essere in America, come giurato al International Prize for Literature, ma una creatrice di profumi lo invita in Russia per una dimostrazione all’Ermitage dei sapori e degli aromi che Caravaggio ha dipinto nella frutta e nei fiori del suo Suonatore di liuto.
Fin da subito scopriamo che ci sono legami importantissimi tra l’io narrante di Hotel Angleterre
( Einaudi, Supercoralli, 2008 ) e la Russia, sono legami che vanno ben oltre i profumi, sono la memoria, sono intere ali del tempio della memoria, e sono racconti che gettano ponti. La Russia sono tutti i Tallevic, la nonna Valentina, Vittorio, Tatiana, esuli sulle riviere liguri e francesi. L’io narrante ci appare dunque con un suo fascino, e come un uomo molto colto, che ha visitato moltissimi musei, che si é emozionato davanti a chissà quante tele, che ha contemplato parecchio. Ma ci sembra subito anche un uomo che cerca qualcosa che non si puó più trovare né all’Ermitage né dentro altri musei.
Un uomo che non cerca più capolavori.
” C’erano troppi capolavori all’Ermitage… “
E allora ci racconta che l’occhio si stancava presto e scappava dalle stanze, cercava le teste dei leoni del lungofiume, l’occhio inseguiva altro.

Hotel Angleterreultima modifica: 2009-08-26T13:56:00+02:00da mirea1954
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