Acasadidio

“Ogni opera è un pezzo di mondo, un tessuto di relazioni e domande che diventa testo”, premette Giorgio Morale alle sue parole di ringraziamento che completano il volume. Parole che chiariscono, certo, il canone prescelto e le ragioni del suo scrivere, ma che paiono soprattutto confermare, a lettura ultimata dell’opera, la sua distanza dalla moltissima narrativa destinata all’intrattenimento e al successo di pubblico, piuttosto che rispondere ad un’urgenza espressiva e testimoniale. Sono uno di quei lettori che non leggono per passare il tempo ma per apprendere, possibilmente, qualcosa, cercando in una storia bellezza, originalità, acutezza di sguardo sul mondo e sull’uomo. E proprio l’acutezza e persuasività di sguardo – dentro la finzione letteraria – mi sembrano qualità preminenti in questo romanzo esemplare di Giorgio Morale, restitutivo di verità, appunto, piuttosto che di una bellezza che sorvola o pervade le pagine ma senza mai sporcarsi con le cose di questo mondo; bellezza a cui si può giungere, comunque, per reazione, dopo avere attraversato le lande desolate del quotidiano disincanto; l’abbrutimento è spesso inconsapevole in chi lo subisce; ma quasi mai disgiunto dal cinismo di chi lo crea o favorisce: “…Perché le persone sono così: come le tratti, diventano”, si annota nella seconda pagina dell’opera; a cui noi aggiungeremmo, parafrasando, a libro richiuso: “perché le persone sono così, e come gli consentiamo di fare, diventano.”

Giovanni Nuscis

Acasadidioultima modifica: 2009-09-27T17:57:00+02:00da mirea1954
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