Le lacrime delle cose

di Giuseppe Panella

 

La nostalgia del verso e la sua necessaria dolcezza. Gabriella Sica, Le lacrime delle cose, con una postfazione di Paolo Lagazzi, Bergamo, Moretti & Vitali, 2009

 

E’ difficile collocare ancora una volta la poesia intimamente lirica ma, contemporaneamente, apertamente pubblica di Gabriella Sica. Partita dalle prime poesie apparse sulla rivista romana da lei stessa diretta, “Prato pagano”, proprio all’inizio degli anni Ottanta, passata attraverso le Poesie bambine (1997) e le Poesie familiari più recenti (2001), si ritrova in una dimensione, quella di Le lacrime delle cose, in cui all’impegno civile e alla resa di conti con la Storia si appoggia una rivisitazione nostalgica e gioiosa del suo passato.

Se, in una delle Poesie familiari, veniva espresso il poetico desiderio di attendere un momento della vita in cui “verrà un giorno da questo diverso, / quando nessuno sarà separato / da chi ama”, in Le lacrime delle cose quell’aspirazione viene considerata impossibile e, nello stesso tempo, rinvenuta nelle cose stesse della vita di ognuno (e, in particolare, della propria).

Le lacrime delle coseultima modifica: 2009-10-15T16:35:00+02:00da mirea1954
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